Taj Mahal e altre bellezze: cosa vedere ad Agra

Una delle sette meraviglie del mondo moderno si trova proprio qui, in questa città del nord dell’India. Decidere se riservargli uno spazio totalmente personale o inserirlo in questo articolo non è stato facile, così come non lo è stato decidere se lasciarvelo per ultimo o piazzarlo in cima alla pagina. Eh sì, sto parlando proprio di lui.

Il Taj Mahal

La storia

L’imponente emblema dell’India nasce come tomba per la moglie preferita dell’imperatore moghul Shan Jahan nel 1632. I lavori di costruzione del mausoleo durarono ventidue anni, si conclusero quindi nel 1654.

L’architetto di questa opera d’arte è tuttora sconosciuto, anche se oramai la paternità viene attribuita a Ustad Ahmad Lahauri. Tra gli artigiani che presero parte ai lavori, e furono più di 20.000, v’era anche un artista italiano, Geronimo Veroneo.
I materiali utilizzati per la realizzazione di questo immenso mausoleo provenivano da ogni parte dell’Asia e dell’India stessa. Basti pensare che nel marmo bianco vennero incastonati 28 tipi diversi di pietre preziose per un costo di trentadue milioni di rupie (solo di pietre!). Come materiale locale, balza all’occhio l’arenaria rossa con cui sono costruiti i complessi che circondano il Taj.

Un’altra curiosità riguarda lo smantellamento dell’impalcatura, realizzata per la prima volta in mattoni anziché in bambù. L’operazione avrebbe richiesto quasi cinque anni per essere terminata, così l’imperatore stabilì che chiunque avrebbe potuto prendere i mattoni dell’impalcatura e portarli via con sé. Secondo la tradizione, fu smantellata in una notte! Riuscite ad immaginarlo? Cinque anni ridotti ad un’unica notte.

Tuttavia, non appena l’opera fu terminata, Shan Jahan fu deposto e imprigionato dal figlio, segnando così l’inizio del periodo di abbandono del Taj. Periodo notevolmente lungo che ebbe fine nel 1899 quando il nuovo  viceré dell’India, l’inglese Lord George Nathaniel Curzon, avviò il restauro completo della struttura. Il Taj Mahal fu restituito al suo antico splendore nel 1909, dopo più di duecento anni di totale abbandono.

C’è da dire che nel ventesimo secolo ci si prese molto cura del Taj, tant’è che durante la Seconda Guerra Mondiale e durante la guerra tra India e Pakistan fu eretta un’impalcatura difensiva attorno al mausoleo al fine di prevenirne eventuali danni.

Di recente, però, il problema dei danni è causato dall’inquinamento. Infatti, le polveri sottili stanno facendo ingiallire il marmo. I regolari interventi di pulizia commissionati dal Governo Indiano non bastano, tuttavia non è neanche possibile fare ciò che si dovrebbe. Il lavoro di sbiancamento del marmo richiederebbe un intervento ogni tre anni della durata di due o tre mesi e prevedrebbe trattamenti con l’argilla per un costo di 200mila dollari. La legge, in questo caso, è subentrata per risparmiare al Governo la frequenza di una spesa così onerosa, imponendo che non vengano costruite industrie inquinanti nei dintorni del Taj Mahal.

Il Taj è da sempre considerato una delle più grandi bellezze dell’architettura musulmana in India. Dal 1983 fa parte dei patrimoni dell’umanità dell’UNESCO e dal 2007 è stato inserito fra le nuove sette meraviglie del mondo moderno.

L’armoniosa simmetria di ogni sua minima parte, ordinata dallo Shan Jahan, è stata -per ironia della sorte- rotta proprio da quest’ultimo. Infatti, quando morì nel 1666, l’imperatore fu seppellito accanto alla moglie e probabilmente si sarà rivoltato nella tomba nel vedere rovinato il suo capolavoro per il quale si dice che mozzò le mani agli artisti e decapitò il progettista affinché una tale bellezza non venisse più riprodotta.

Taj Mahal, Agra, Uttar Pradesh
Taj Mahal, Agra, Uttar Pradesh

Il Taj Mahal oggi

Veniamo a noi e all’aspetto pratico di una visita al Taj Mahal.

Si doveva decidere se visitarlo all’alba o al tramonto, ed io ho optato per l’alba. Anche se in realtà mi sono svegliata un po’ in ritardo, alle 6.00 ero ai controlli.

Nota importantissima: nella giornata di venerdì il Taj Mahal è sempre chiuso al pubblico.

L’ingresso costa 1.300₹ e non sono previsti sconti studenti. Io sono entrata dal west-gate poiché vicinissimo all’ostello. Sul lato destro della strada si trova la biglietteria, piuttosto malconcia e di fatto non l’avrei riconosciuta se non me l’avessero indicata gli immancabili indiani che si offrono di farvi da guida ad un modico prezzo che vi comunicheranno -ovviamente- a fine visita.

Poco più avanti, sulla sinistra, ci sono i controlli per entrare.
Prima di ogni cosa, non portate con voi computer, tablet o dispositivi elettronici, perché sono vietati. Sono consentiti solo il cellulare e la macchina fotografica, ma senza microfono e soprattutto senza tripod. Ovviamente, non si può entrare con cibo o accendini.

Se proprio non avete la possibilità di lasciarli in ostello, prima di fermarvi ai controlli proseguite dritto fino alla locker room come ho fatto io. Ci sono armadietti con lucchetto o scansie aperte, io ho preferito chiedere l’armadietto dovendo lasciare cose di valore. Alla fine questo servizio è costato 20₹, e ho anche ritrovato tutto!

Dopo aver lasciato la locker room, sono ritornata ai controlli. Sì, perché mi avevano già perquisita e spedita fuori per via del computer e del tripod, appunto. I controlli sono minuziosi, mi hanno aperto perfino il portafogli.

Appunto per le donne. In alcuni posti non è consentito avere nello zaino assorbenti interni, l'ho scoperto verso fine vacanza quando ho avuto necessità di acquistarli e di tenerli con me. Quando la ragazza li ha tirati fuori dal mio zaino e ha detto "These are not allowed", la mia faccia ha parlato da sola. Occhi sbarrati, un po' incredula e un po' in panico, le ho risposto semplicemente "Why not? they're just tampax". Forse presa dalla compassione perché insomma, deve sapere cosa significa!, mi ha lasciata passare dicendomi di non aprire per nessun motivo lo zaino davanti a qualcuno. Ok... grazie. 😅

Detto ciò, il Taj Mahal è stato in grado di suscitare emozioni incredibili. Un senso di maestosità e al contempo di piccolezza nei suoi confronti che si riflette nell’enorme fontana ai suoi piedi.

Leggermente sudata davanti al Taj Mahal

Mehtab Bagh

Chiamato anche Giardino della luce lunare, il Mehtab Bagh è posto sulla sponda opposta dello Yamuna River rispetto al Taj Mahal. Da qui si può ammirare una splendida vista del mausoleo, e devo dire che come luogo è estremamente rilassante. Completamente immerso nel verde, mi sono seduta su una panchina all’ombra di un albero a scattare fotografie e a godermi quel momento.

La leggenda vuole che in questo luogo dovesse sorgere la copia esatta del Taj Mahal, ma in nero. In realtà non c’è alcuna prova di ciò, però sarebbe stato interessante ed estremamente affascinante da vedere!

L’ingresso è gratuito, ma attenzione che all’interno ci sono bambini e anziane che chiedono soldi per scattarsi una foto con voi.

Vista del Taj Mahal dal Mehtab Bagh
Vista del Taj Mahal dal Mehtab Bagh

Il Forte di Agra

Comunemente chiamata anche “Forte rosso di Agra”, questa fortezza è patrimonio mondiale dell’umanità UNESCO. A soli 2,5 chilometri dal Taj Mahal, io l’ho raggiunta velocemente in tuktuk per sole 50₹.

Il biglietto d’ingresso è di 650₹ e qui non è previsto lo sconto studenti, nemmeno se mostrate la tessera dell’università o la vostra ISIC Card.
Tuttavia, è un posto che a parer mio merita una visita. I contrasti tra il marmo bianco e l’arenaria rossa contribuiscono a rendere questo forte davvero suggestivo e particolare. Nonostante i 40 gradi, una passeggiata per esplorare il complesso ripaga tutto il sudore e la disidratazione.

Tantissimi indiani qui -e non solo- ci hanno fermati per scattarsi una foto con noi. Selfie?, Can I take a picture? e Pic, please? sono le frasi che ho sentito maggiormente durante tutto il viaggio, e non scherzo!

Il Baby Taj

Questo mausoleo, nonostante venga chiamato Baby Taj come se fosse una sorta di modello in scala dell’originale Taj Mahal, è stato costruito prima di quest’ultimo, precisamente tra il 1622 e il 1628.

L’ingresso costa 310₹. Merita davvero una visita, nonostante sia poco conosciuto e lasciato da parte. Se siete ad Agra, tanto vale farci un salto!

baby Taj
Il Baby Taj

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