Le classi dei treni indiani: saper scegliere

Durante il mio viaggio, ho preso diversi treni indiani (soprattutto notturni) per spostarmi da una città all’altra e per ognuno di essi ho deciso di provare classi differenti.
In questo modo ho potuto sperimentare quasi tutte le soluzioni ed ora che sono tornata, voglio condividere con voi le mie esperienze qui in questo articolo.

Unreserved (UR)

È stato proprio dopo la mia prima notte a Delhi, ventiquattro ore dopo essere atterrata, che ho preso il primo treno indiano di questo viaggio.
Definirla un’esperienza surreale è voler minimizzare.

Partenza dalla stazione di Hazrat Nizamuddin, due ore e mezza in direzione Agra, in unreserved class. Quest’ultima, conosciuta anche come general coach, è la classe più economica, anche se come termine è davvero un eufemismo. Di tutte le classi dei treni indiani, questa è l’unica che vi farà vivere davvero l’India come la vivono i locali.

Come fa presupporre il nome, unreserved, i posti non esauriscono in quanto semplicemente non esistono.
Solo pochi fortunati si siedono, e sono quelli che arrivano per primi alla stazione di partenza del treno. Fortunati è comunque un parolone, perché quando il vagone inizia a riempirsi, muoversi nel proprio piccolo spazio diventa un’impresa titanica.

Avete presente la classica fotografia dei treni indiani ricoperti di persone su ogni lato, perfino sul tetto? Ecco, si tratta di questa carrozza.

Le porte del vagone rimangono aperte, fanno girare un po’ d’aria che riesce ad infiltrarsi nei pochi spazi liberi tra un corpo e l’altro. Le persone ti guardano curiose e anche un po’ invadenti, con i loro occhi neri e profondi. E spingono senza pietà per crearsi venti centimetri quadrati di spazio. A volte poi puoi perfino ritrovarti in braccio una bambina indiana!

Il costo del biglietto per la unreserved è irrisorio, a prescindere dalla tratta. Delhi-Agra a me è costata 85₹ (rupie), ovvero 1,10€ col cambio attuale.
Niente aria condizionata logicamente, ci sono invece i ventilatori.

Non si può dire di aver provato l’esperienza dei treni indiani senza aver viaggiato almeno una volta in questa classe. Provatela per tratte non troppo lunghe, e fatemi sapere nei commenti 😉

Sleeper (SL)

Non l’ho personalmente provata, ma ho visto i vagoni.
Ogni scompartimento ha 6 letti più 2 paralleli al senso di marcia. Il letto di mezzo non è altro che lo schienale di quello basso che viene alzato e agganciato a quello superiore con una cinghia.
Niente aria condizionata, niente lenzuola e anche se fosse, chi le userebbe con 35 gradi?

Il costo è leggermente più alto rispetto alla UR, ma comunque economico.

AC 3 Tier (3A)

La terza classe dei treni indiani ha la stessa disposizione della Sleeper, con la differenza di essere dotata di aria condizionata oltre che di ventilatori per veicolare al meglio l’aria. Inoltre, vengono fornite lenzuola e cuscino.

Questa sistemazione l’ho provata per il mio viaggio da Agra a Jaipur, la città rosa. È stato in questa carrozza che ho visto il primo controllore, e ho finalmente avuto la conferma che l’email stampata valesse come biglietto (leggi qui).

Il costo di una tratta come la mia da Agra a Jaipur di 240km è di 445₹ a persona, poco più di 5€. Durata: circa 5h.

In questo viaggio ho avuto modo di fare amicizia con Radha, una simpatica donna indiana, make-up artist di professione, che trucca principalmente spose secondo le usanze e i costumi indiani. Ci siamo scambiate numero di telefono e l’amicizia su Facebook, il giorno seguente mi ha bombardata di foto dei suoi lavori! È stato emozionante per me entrare in contatto con lei, e ogni tanto ci sentiamo ancora.

AC 2 Tier (2A)

Tra tutte le classi dei treni indiani, questa è quella che mi sono goduta meno, difatti ero devastata quella sera e sono crollata nel giro di pochi minuti. Tra le altre cose, ho dormito anche piuttosto male poiché mi trovavo sulla cuccetta più alta e l’aria condizionata era fortissima e puntata dritta sulla mia faccia. Forse il viaggio peggiore, ma certamente non dovuto alla tipologia di classe.

In 2A le cuccette sono a due a due, quindi più spaziose e comode e dotate di tende per la privacy.

Il costo è comunque relativamente basso, si parla di 915₹ da Jaipur a Bikaner per un viaggio notturno di 7 ore, circa undici euro col cambio attuale. Come cifre quindi la seconda classe sta più o meno alla metà della terza e al doppio della prima.

AC First Class (1A)

La prima classe è, come di consueto, in assoluto la più confortevole, soprattutto in termini di privacy, ma anche la più dispendiosa economicamente.

La tratta Bikaner-Delhi era la più lunga del viaggio, e un biglietto è costato 1825₹, poco più di venti euro per quasi otto ore di treno.
Costituita da cabine private da due e quattro letti, la prima classe dei treni notturni è ovviamente dotata di aria condizionata, cuccette molto larghe e comode, armadietti per gli zaini e i vostri beni e una porta scorrevole.
L’aria condizionata inizia a fare il suo dovere solamente una volta che il treno sarà partito per la sua tratta. Un addetto delle ferrovie fornisce coperte, lenzuola e cuscini a tutti i viaggiatori.

Di tutti i viaggi in treno, questo è stato l’unico di cui non sapessi il numero della carrozza, della cabina o dei letti al momento della prenotazione. Cercando in internet, sono riuscita a capire che i posti della prima classe vengono assegnati solo poche ore prima della partenza.

Per conoscerli ci sono tre metodi. Partiamo dal più semplice:

  1. all’ingresso della prima classe, dovrebbe esserci appeso un foglio con l’elenco dei passeggeri e le relative cabine/cuccette;
  2. chiedere al controllore mostrando il biglietto;
  3. sul sito ufficiale IRCTC, selezionare dal menù a tendina in alto a destra il percorso TRAINS → PNR ENQUIRY, inserire il codice della prenotazione (PNR) che trovate sul biglietto e questa è la schermata che dovrebbe comparire
La gentile proprietaria della Guest house di Bikaner mi ha mostrato come fare

In conclusione

In India, i treni sono il mezzo migliore per spostarsi e godersi il paesaggio dal finestrino. Perché nonostante le lunghe tratte e i probabili ritardi, che ovviamente pongono qualche limite temporale al viaggio, non puoi definirti viaggiatore se giri l’India in taxi.

La vera natura del viaggio è l’esplorazione, la curiosità, l’adattamento, il sapersi distaccare dal proprio mondo di comodità per tuffarsi a capofitto in qualcosa che, semplicemente, va oltre.

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