Cosa fare a Delhi in quattro giorni

Dopo aver parlato esaustivamente degli ostelli in cui ho dormito e dei posti in cui ho mangiato a Delhi (qui), l’argomento si fa più interessante.
Come saprete, Delhi è immensa e di conseguenza è ricca di siti storici e turistici da visitare. Il primo di questi per me è stato il Qutb Minar.

Qutb Minar

Raggiungibile con una passeggiata dalla fermata della metro “Qutb Minar stop”, si tratta del più alto minareto del mondo interamente realizzato in mattoni, con i suoi settantadue metri e mezzo di altezza.

Tanto per cambiare, il Qutb Minar è un altro sito indiano facente parte del patrimonio dell’umanità UNESCO dal 1993. In India, la maggior parte dei posti che ho visto fa parte dell’UNESCO ed è spettacolare questa cosa. Fa riflettere su quanto sia effettivamente importante e magica l’India, con le sue meraviglie e il suo patrimonio culturale.

Il biglietto costa 600₹ e le casse si trovano esattamente di fronte all’ingresso del “parco”. Immerso nella natura e circondato dal verde, il qutb minar si erge in tutto il suo splendore lasciando di stucco chiunque lo osservi. Stagliato contro il sole, è difficile scorgerne la cima, ma quando riesci a metterlo a fuoco, diviene indescrivibile. Nello stesso parco vi è un’altra costruzione, iniziata e mai portata a termine, che doveva essere la copia del minareto ma alta il doppio.

È stato qui che ho scoperto sulla mia pelle quanto gli indiani possano essere strani e curiosi! Non avete idea, ogni persona che passava voleva farsi un selfie con me e Mattia. Non ho mai capito realmente il perché, anche se un giorno ero troppo incuriosita e così l’ho chiesto a Sameer. La motivazione, un po’ vaga, è che sono attratti dalle persone con la pelle chiara. Mi è sembrata vaga per il semplice fatto che fermavano solo noi! Ci seguivano finché non prendevano coraggio per chiederci il selfie, poi qualcuno si fermava a parlare delle nostre impressioni sull’India, qualcun altro ci chiedeva da dove venissimo e altri ancora, più timidi, scappavano lanciando sorrisi e risate. Tranquilli, questa scena si ripeterà ancora e ancora e ancora in ogni città e in ogni luogo, non c’è scampo.

Questa zona della città era particolarmente trafficata quel giorno, i motorini passavano sui marciapiedi ed ero io a dovermi spostare! Scene assurde e inimmaginabili qui in Italia, ma lì è la normalità.
Al ritorno non ho ben capito cosa fosse successo, ma avevano chiuso la stazione della metropolitana e sembrava ci fosse una protesta in corso fuori dai cancelli. Eravamo in tantissimi, c’erano perfino delle emittenti televisive e sono piuttosto certa di essere finita in qualche telegiornale indiano. Abbiamo aspettato fuori per più di un’ora sotto il sole cocente delle due del pomeriggio. Quando poi hanno alzato la saracinesca, qualche agente di sicurezza ha visto me e Mattia e ci ha fatti entrare subito.
L’impatto con Delhi non è stato leggero, come vi dicevo!

Il Tempio del Loto 🌺

Viaggiando in metropolitana per Delhi, che fosse di sera durante un bel tramonto o al mattino, quando il sole doveva ancora prendersi il suo caffè, ho visto diverse volte questo tempio sfrecciare dall’altra parte del vetro.
Rapido, sfocato, eppure così maestoso e solido. Un incredibile bocciolo i cui ventisette petali in marmo bianco, in procinto di schiudersi, poggiano su nove aperture che rappresentano le foglie. Il tutto circondato da nove piccoli laghetti di un azzurro ipnotico, per andare a creare una simmetria ed un’armonia di forme e colori che difficilmente troverebbe eguali.

Parliamo di un tempio bahai, santuario della religione bahai i cui fondamenti sono l’unicità di Dio, della religione e dell’umanità. Un tempio in cui chiunque è libero di pregare la propria divinità senza restrizioni e limiti.
Al di là della questione religiosa, che ognuno è libero di abbracciare o meno, la credenza Bahai risulta essere -a parer mio- un esempio per tutte le altre. Un esempio di uguaglianza e umanità, non vi sono razze o religioni, appunto.

L’ingresso al Tempio è gratuito e la fermata della metro più vicina all’ingresso è Okhla NSIC sulla Magenta Line.

Moschea di Jama Masjid

A Old Delhi si trova la principale moschea dell’India, commissionata dall’imperatore Moghul Shah Jahan e costruita tra il 1650 e il 1656.
La fermata della metropolitana è omonima e a quattrocento metri dalla moschea.

In totale, tra l’ingresso alla moschea e al minareto in cui si può salire fino in cima, ho speso 400₹. Dopo aver tolto le scarpe, mi hanno dato una mantella per coprire le spalle, peccato che sembrava fosse di plastica e lunga fin sotto ai piedi e creava una cappa di calore disumana. Quindi un consiglio, mettete una maglietta a maniche corte e non una canottiera, in modo da coprirvi le spalle e risparmiarvi l’agonia.

Quel giorno il caldo mi stava uccidendo, tra i 43 gradi all’ombra e la mantella credevo che sarei collassata, complice anche il periodo del mese che -OVVIAMENTE- arriva sempre nel momento meno opportuno e la colazione saltata perché, come dicevo qui, in ostello facevano solo il lassi. La disperazione e la smania per un po’ di fresco mi ha portata nel primo McDonald’s di turno. È stata la mia salvezza in quel momento, così ho potuto provare un hamburger vegetariano e il cono gelato.

Ugrasen Ki Baoli, il pozzo a gradini di Delhi

Una dei posti che non vedevo l’ora di visitare era proprio il pozzo a gradini. Ce ne sono di diversi tipi in molte città, ma il più bello è in assoluto quello di Delhi. Suggestivo e scenografico, è facilmente raggiungibile in metropolitana, le cui fermate più vicine sono Janpath sulla violet line e Barakhamba Road sulla blue line.

Ingresso gratuito, la durata media di permanenza è di circa mezz’ora.
Vi consiglio di scendere fino in fondo, ma senza sporgervi molto: ci sono centinaia di pipistrelli annidati sul soffitto! Così teneri e carini, ma fanno molta… cacca. Ecco. Ma tirerete fuori degli scatti meravigliosi.

Madame Tussauds Delhi

Il museo delle cere più famoso del mondo è anche a Delhi, ho passato qui un pomeriggio bellissimo. In coda per acquistare i biglietti, mi sono ricordata che era possibile prenotarli anche online. Mi sono collegata al sito, così per curiosità, e ho notato che i prezzi erano differenti.
In quel momento ho dato il meglio di me: praticamente ferma davanti alle casse, un po’ in disparte, ho smacchinato con Mattia per un quarto d’ora buono tra cellulari e sim per riuscire a prenotare i biglietti su internet. Alla fine, ne siamo usciti vincitori. Abbiamo salvato i nostri biglietti sul Wallet e li abbiamo mostrati all’ingresso, fieri come non mai.

Dentro, è un classico. Statue dei più importanti personaggi del mondo dello spettacolo si mescolano a quelli che hanno fatto la storia. Dal Gerry Scotti del “Chi vuol essere milionario?” indiano a Gandhi, per passare poi alle figure internazionali. Un’aggiunta interessante che merita davvero è la possibilità di portarsi a casa la propria mano di cera!

Io l’ho fatto, ed è stata un’esperienza divertente che rifarei subito! Ci sono diversi colori tra cui scegliere: nero, rosa, azzurro, verde o un mix di questi.
Si inizia immergendo una mano nell’acqua ghiacciata per qualche minuto (fa parecchio male!) e poi nella cera del colore scelto, mantenendo una posizione per tutto il tempo, come per esempio queste✌🏻,🤘🏻o 👌🏻, eccetera.

Alla fine del processo l’operatore verserà dell’acqua ghiacciata sulla mano e pian piano la cera si staccherà. Verrà poi riempita, se si vuole, per mantenerla più solida e meno fragile. Il tutto per 810₹, ma è qualcosa di particolare che non si trova facilmente in giro. La mia mano di cera è esattamente così 👌🏿, mentre quella di Mattia è ✌🏻 ma azzurra.

Fammi sapere cosa ne pensi qui ;)