In treno da Parigi a Londra con l’Eurostar

La nostra breve sosta parigina era finita ed il viaggio stava per prendere una nuova direzione, quella finale, quella della meta: Londra.

La sera precedente, a Parigi abbiamo fatto un po’ di rifornimento al supermercato per far colazione in treno: acqua, biscotti, eccetera… e al mattino, carichi di zaini ed emozioni, ci siamo diretti verso la Gare du Nord.

Dall’ostello abbiamo preso la linea 7 rosa fino a Place d’Italie e poi la 5 arancione fino a Gare de Paris Nord. Finalmente il momento tanto atteso era arrivato, il solo pensiero di viaggiare sotto il fondale marino ci elettrizzava.

I controlli in stazione

Gare du Nord Paris

Una volta arrivati in stazione, le indicazioni erano molto chiare. È bastato seguire le scritte eurostar per arrivare in un attimo ai primi controlli, quelli della polizia francese. Superati questi – e se volete sapere chi di noi ha avuto problemi con la polizia di frontiera, andate a leggere questo articolo – è stata la volta dei controlli inglesi e dei bagagli. Avevano tutta l’aria di essere controlli aeroportuali, con la differenza però che nel giro di dieci minuti avevamo già finito ed eravamo al nostro gate, aspettando che venisse aperto.

Per qualche motivo, il nostro treno era in ritardo di circa trenta minuti quel giorno, ma fortunatamente il nostro primo impegno l’avevamo programmato a qualche ora dal nostro arrivo.

L’Eurostar

Carrozza 04, posto 18. Così recitava il mio biglietto elettronico dell’Eurostar.
Come dicevo, siamo saliti a bordo con mezz’ora di ritardo sulla tabella di marcia, tuttavia questo non ci ha creato grosse difficoltà.
Non credevo che questo treno fosse così tanto frequentato, non me l’aspettavo proprio! Eppure c’erano persone di tutte le età e quasi tutti i posti della nostra carrozza erano occupati.

Una volta sistemati gli zaini nella zona adibita ai bagagli, ci siamo finalmente seduti, pronti ad ammirare i paesaggi fuori dal finestrino e, ovviamente, a mangiare.

Il tempo è trascorso molto velocemente e in un attimo siamo giunti all’ingresso dell’eurotunnel. Il treno ha rallentato fino a fermarsi per qualche minuto nella zona appena prima del tunnel. Filo spinato e protezioni ovunque e le parole “EURO TUNNEL” a caratteri cubitali inscritte in un cerchio argentato, tutto dipinto sulla parete all’inizio del tunnel.

Un’emozione forte, che si faceva via via più intensa a mano a mano che il treno proseguiva, sempre più giù fin sotto il fondale marino, e sentivamo le nostre orecchie chiudersi a causa della profondità.

Fuori dal finestrino, stavolta, il buio. E così per cinquanta chilometri.

Credo che esista una sorta di combinazione di parole.. Devono esistere alcune parole che messe in un ordine specifico possano spiegare tutto, ma […] io proprio non le ho trovate queste parole.

— Walter White, Breaking Bad

Quando siamo riemersi in superficie, ci è voluto qualche secondo per riabituare gli occhi a guardare fuori e non vedere più un muro nero.
Questo aveva finalmente lasciato spazio alla campagna inglese, distese immense di colline e, mezz’ora dopo, alla città.

L’arrivo a London St Pancras

La stazione di arrivo, come già anticipato qui, sarebbe stata London St Pancras, la stazione internazionale.
Una stazione immensa e bellissima, collegata con diverse linee della metropolitana e proprio di fianco a King’s Cross, la stazione famosa per il binario 9¾ di Harry Potter.

E appena messo piede fuori, Londra ci ha accolti con un sacco di pioggia.
Anche se per il resto del viaggio siamo stati veramente fortunati, non ha più piovuto dopo quel giorno!

Il nostro ostello, Clink78, si trovava a dieci minuti a piedi da St Pancras e quindi dalla stazione della metropolitana più vicina. Della stessa catena, a metà strada tra questo e la stazione, c’è Clink261, se potesse interessarvi.

Poiché anche qui, come a Parigi, il check-in si poteva effettuare solo dopo le 15.00, abbiamo lasciato gli zaini nella luggage room e siamo tornati a King’s Cross per prendere la metropolitana verso Madame Tussauds.

Spostarsi a Londra: la Oyster Card

Ci sono diversi metodi per utilizzare i mezzi pubblici a Londra e uno di questi, quello che abbiamo scelto noi, è la Oyster Card.

È possibile acquistarla alle macchinette dei biglietti in qualsiasi stazione della Tube. Si tratta di una card ricaricabile (sempre tramite macchinette) che fa risparmiare oltre il 50% rispetto al prezzo del singolo biglietto (che dovrebbe essere £4,90).

Oltre a questo risparmio, c’è anche il vantaggio che dopo aver speso £8 nell’arco della giornata, si viaggia gratis. Solitamente per spostarci nelle zone 1 e 2 spendevamo a tratta circa £2,40, quindi era sufficiente prendere la metro quattro volte (di cui l’ultima veniva a costare solo 80 pence) per viaggiare gratuitamente per il resto della giornata.

Al momento dell’acquisto, c’è un costo di £5 che però potete farvi rimborsare a fine viaggio restituendo la card.
Sappiate comunque che è possibile riutilizzarla, infatti io l’avevo acquistata sei anni fa durante il mio primo viaggio a Londra e invece di restituirla avevo deciso di tenerla come ricordo. Inutile aggiungere che funzionava ancora perfettamente e che ho potuto ricaricarla senza problemi al primo colpo!

Spostarsi con la Oyster è davvero comodo, inoltre ad ogni uscita dai tornelli compare sempre il credito residuo. In questo modo non si rischia mai di rimanere senza soldi.

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