Jaipur, la città rosa dell’India – parte 1

Jaipur, conosciuta anche come Città rosa, è stata una delle città più belle che ho visto in India, seconda solo ad Agra che per me è ineguagliabile.

Qui ho soggiornato all’Hoztel Jaipur, camere e bagni pulitissimi e staff disponibile e con un ottimo inglese. Se non sapete dove alloggiare a Jaipur, qui andate a colpo sicuro!

Sono partita in treno proprio da Agra e sono arrivata a Jaipur dopo circa quattro ore. Dall’ostello hanno mandato Sameer a prendere me e Mattia con un tuk-tuk. Sameer è un driver simpatico che, ad un prezzo apparentemente conveniente, si è offerto di accompagnarci per due giorni attraverso i principali siti turistici della città. Dico apparentemente perché se avessi saputo prima che la maggior parte di questi distavano pochi chilometri, o addirittura metri, tra di loro, sicuramente avrei speso un quarto di quello che ho invece dato a Sameer. Anche perché, se mi avesse fatto anche da guida nei posti in cui mi ha portata, avrebbe avuto senso. Ma sostanzialmente ho pagato 650₹ di mero trasporto (a testa) in due giorni.
Pagando singolarmente solo le tratte che mi sarebbero effettivamente servite, avrei speso la metà, ma per due persone!

Quindi attenzione: o contrattate fino allo sfinimento o rifiutate e cercate un altro driver, che ce ne sono a iosa.

Pink City tour

La prima giornata prevedeva molte delle cose che avevo in programma e altre di cui avrei fatto tranquillamente a meno.

Albert Hall Museum, ingresso 300₹ – sconto studenti 150₹.
Questo non era nei piani. Se vi piacciono i musei, visitatelo. Personalmente, dopo averlo visto posso dire che la parte più interessante è stata quella egizia. Ho detto tutto. Per il resto sono più che altro tappeti.

Tempio delle scimmie, gratuito. A metà percorso mi è stato chiesto di pagare 50₹ per la macchina fotografica, con tanto di ricevuta. Una volta tornata da Sameer, gli ho mostrato il foglio e mi ha confermato che era tutta una truffa, non si deve pagare neanche una rupia! Non fatevi fregare, dite chiaramente che non pagate perché è gratuito.
A parte questo, il tempio delle scimmie è stata l’attrazione più bella di tutte! Panorama mozzafiato, scimmie in ogni angolo e templi bellissimi. Mattia ad un certo punto ha dato una bottiglietta d’acqua ad una scimmia dall’aria pacifica. Quando però la bottiglietta le è caduta e mi sono avvicinata per raccoglierla, la scimmia mi è saltata letteralmente addosso, tentando di mordermi la gamba! Fortunatamente ha addentato solo i pantaloni… che riposino in pace. Sono andata in giro scosciata per tutto il giorno!

Pink City Palace, ingresso 600₹. Deludente. Per di più, non è permesso fare foto e video né all’esterno né all’interno. Sono uscita dopo dieci minuti.

Jantar Mantar, ingresso 150₹. Appena fuori dal City Palace, questo complesso di antichi strumenti di misurazione astronomica è uno dei tanti del Paese disseminati per le varie città. Veramente stupendo e interessante, zeppo di meridiane e altri strumenti corrispondenti -per esempio- alle costellazioni dei segni zodiacali. Potete visitarlo anche a Delhi, Varanasi, Mathura e Ujjain, tuttavia quello di Jaipur è il più grande e il meglio conservato.

Hawa Mahal, o il “palazzo dei venti”. È sostanzialmente una facciata meravigliosa riservata alle donne della famiglia reale per fare in modo che potessero ammirare le feste di strada senza essere a loro volta osservate. Questa facciata è in netta contrapposizione con il resto del palazzo, in cui non c’è molto da vedere e la semplicità gli fa da padrona.

Iswari Minar, minareto nel mezzo della Città Rosa. Sameer non l’ha inserito in questo tour e il giorno successivo, quando gli ho chiesto di portarmi mezz’oretta a vederlo, si è inventato che fosse da tutt’altra parte rispetto all’itinerario che avevamo pianificato per quella giornata. Salvo poi esserci passati di fianco mentre raggiungevamo la prima meta. Dettagli… Ad ogni modo, per portarmi voleva soldi in più, così alla fine del secondo tour -più o meno a mezzogiorno- l’ho abbandonato e sono andata a piedi all’Iswari Minar.
Ingresso 200₹ -sconto studenti 10₹ (sì, dieci!)
Dalla cima del minareto, raggiungibile dopo una lunga salita a spirale, si può godere di una leggera brezza fresca che in India non vi capiterà di trovare da nessun’altra parte! Ne vale la pena già solo per questo, aggiungiamoci pure la vista spettacolare di Jaipur e dintorni e il quadro è completo!

E alla fine del tour… cena a Jaipur!

Per cena non potevo non fermarmi al Peacock Rooftop restaurant, uno dei ristoranti di Jaipur più votati su TripAdvisor.
Ho diviso alcuni piatti con Mattia, tra questi il butter chicken with tomato gravy. Beh, ragazzi, che dire… è stato come toccare il cielo con un dito. Pollo affogato in una salsa di pomodoro e burro che, davvero, aspetta solo di essere provato. I nomi delle altre pietanze non li ricordo, ma buttatevi e assaggiate! Lo staff è cordiale, in un modo quasi imbarazzante, e professionale. I prezzi sono un può più alti della media indiana, ma tenete conto che in due abbiamo mangiato di ogni (dolce compreso) con soli 12€.

One thought on “Jaipur, la città rosa dell’India – parte 1

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