Jaipur, la città rosa dell’India – parte 2

Eccoci al secondo capitolo di Jaipur, città rosa nel Rajasthan. Il primo, dedicato al Pink City tour, lo trovate qui.

Nel mio secondo giorno in questa splendida città, invece, Sameer mi ha portata a visitare i luoghi salienti dell’heritage tour, ovvero tutto ciò che è patrimonio culturale di Jaipur. Questa giornata è costata 700₹ e un po’ di seccature con Sameer. Sostanzialmente, come già anticipato nell’articolo sul primo tour, l’Iswari Minar è stata un’aggiunta non poco sudata e alla fine ho dovuto camminare per oltre tre chilometri sotto il sole cocente del primo pomeriggio. Come se non bastasse, nel mio itinerario avevo programmato di visitare anche il Nahargarh Fort, ma il mio driver si è rifiutato perché lo considerava “uno spreco di tempo e soldi” ed inoltre, essendo su una collina, era difficile da raggiungere. Così ho insistito e allora ha acconsentito, a patto che pagassi 400₹ in più 😅 insomma, Sameer BOCCIATO e Nahargarh Fort da vedere nel prossimo viaggio.

Royal Gaitor

Dopo una sana colazione in ostello a base di yogurt, corn flakes e frutta fresca, Sameer ha sfrecciato in tuk-tuk fino al Royal Gaitor, dove sono custoditi i cenotafi di moltissimi maharaja (“grande re”). Un immenso spettacolo di architettura indiana in marmo bianco che non viene elogiato come invece meriterebbe. Pacifico e ben conservato, l’ingresso costa solo 30₹ e qui, in mezzo al verde e alle scimmie, ho fatto tanti scatti suggestivi. E non ero la sola! Oltre a me e Mattia, diverse coppie di novelli sposi stavano creando il proprio album di nozze (e anche video) inseguiti da macchine fotografiche e stabilizzatori. Basti questo a farvi capire quanto sia scenografico il Royal Gaitor, e se non vi basta, qui ci sono le foto!

Amber Fort

Il sito successivo è stato il famoso Amber Fort, fortezza situata su una collina a ridosso del lago Maotha ad Amer (o Amber). Il forte è patrimonio dell’umanità UNESCO, insieme ad altri cinque forti del Rajasthan.

L’ingresso costa circa 300₹ e, presentando la ISIC card, si può ottenere lo sconto studenti senza problemi. Il forte merita una visita accurata, ricco com’è di cortili e stanze è inimmaginabile pensare di tralasciarlo o dedicargli poco tempo. Il dettaglio più bello è il tunnel sotterraneo che collega il forte di Amber al Jaigarh Fort, tuttavia è zeppo di pipistrelli e l’odore di pipì è pungente oltre che nauseabondo. Se però l’olfatto regge, non perdete l’occasione di percorrere quei pochi chilometri nel tunnel.
All’interno del Forte ci sono anche delle antiche terme, ovviamente in disuso oramai, ma è comunque interessante vedere tutto questo in un Paese diverso dal nostro.

Stepwell – il pozzo a gradini di Jaipur

L’India è colma di pozzi di questo tipo, e sono tutti meravigliosi, con la stessa funzione ma mai uguali fra loro. A Jaipur si tratta di una struttura quadrata che pian piano scende -a gradini- fino al pozzo centrale.
L’ingresso è gratuito, ma non si può scendere. Tuttavia, in ostello mi hanno detto che avrei potuto se avessi dato una mancia alle guardie, cosa che non ho fatto perché quando ho chiesto loro se fosse possibile scendere, hanno risposto con un NO categorico e mi sentivo un po’ mafiosa ad offrirgli la mazzetta. Il pozzo merita comunque una mezz’ora buona di visita, anche se quello più bello, a parer mio, è quello di Delhi.

Jal Mahal

Il Jal Mahal, o Water Palace, è un palazzo del diciottesimo secolo che si trova nel mezzo del lago Man Sagar. L’edificio è molto particolare, poiché non vi sono stanze adibite ad alloggi ma solo una grande terrazza per le passeggiate del Maharaja. È un palazzo composto da cinque piani di cui solo l’ultimo è sempre visibile sulla superficie dell’acqua. Purtroppo non è visitabile, ma la sponda del lago su cui si affaccia il Jal Mahal è sempre piena di gente che scatta fotografie e selfies.

Una volta concluso il tour… cena!

A dirla tutta, il tour è finito molto prima di cena.. a mezzogiorno non avevamo più nulla da fare e ho chiesto a Sameer di lasciare me e Mattia in città per il pranzo. Si è preso le sue 700 rupie e se n’è andato, così noi abbiamo mangiato un boccone da Domino’s e camminato fino all’Iswari minar. Dopo la visita descritta nel precedente articolo, il ritorno in ostello è stato lento, lungo e tortuoso. Quarantadue gradi, zero ombra e tre chilometri e mezzo a piedi non sono esattamente il mix ideale. Ma non abbiamo mollato e siamo arrivati vivi e fradici all’Hoztel Jaipur, ci siamo riposati in terrazza con il ventilatore puntato addosso alla massima velocità e per cena abbiamo ordinato una pizza da Pizza Hut. Tramite il loro sito, si inserisce l’indirizzo di spedizione (per essere sicura, io ho chiesto al proprietario di scriverlo) e si seleziona quello che si vuole ordinare. Sembrava semplice, sembrava indolore.. finché il ragazzo delle consegne non mi ha chiamata farfugliando qualcosa che non ho capito in un inglese che di inglese non aveva nulla. E niente, poi la pizza è arrivata quasi due ore dopo quindi vi do un consiglio: uscite a cena.

I ragazzi dell’ostello, gentilissimi, mi hanno lasciato usare la doccia esterna in comune prima di partire quella sera. Non era una doccia, era una fornace! Ma ci voleva, prima di mettermi in viaggio verso Deshnok.

Fammi sapere cosa ne pensi qui ;)