Palazzo d’Estate a Pechino

Il Palazzo d’Estate è un must, una tappa imprescindibile se si è a Beijing, come la Grande Muraglia o la Città Proibita. Quest’ultima purtroppo non sono riuscita a vederla perché, da genio incompreso quale sono, sono arrivata a Beijing proprio la prima settimana di Ottobre, durante la Festa Nazionale. In questa settimana è il delirio e soprattutto Pechino viene presa d’assalto dal turismo locale.

Cos’è il Palazzo d’Estate, vi starete chiedendo.
Il Palazzo d’Estate era l’antica residenza estiva degli Imperatori, dove questi usavano rifugiarsi per sfuggire all’afa soffocante dell’antica città imperiale.
Il maestoso complesso offre una vista impagabile su laghi e colline, vista che ricorda la classica pittura paesaggistica cinese, oltre che sulla città.
La fu ampliata e abbellita nel diciottesimo secolo dall’imperatore Qianlong, il cui pensiero principale fu quello di ingrandire il Lago Kūnmíng. Tuttavia, durante la Guerra dell’Oppio tra il 1856 e il 1860, le truppe anglo-francesi distrussero buona parte del Palazzo. Nel 1888 venne restaurato con i fondi della Marina Militare, salvo poi essere nuovamente distrutto nel 1900 con la Rivolta dei Boxer.
Insomma, diciamo che ha visto più restauri che imperatori!

Il Palazzo d’Estate – oggi – è veramente un complesso magnifico, immerso nella natura e incastonato tra le colline, con paesaggi mozzafiato e colori sorprendenti. Sembra impossibile descriverne la bellezza.

Informazioni pratiche

Orari: parco 7-19; siti 8-17 in estate, 8.30-16.30 in inverno
Prezzo: 20 yuan
Come arrivare: con la metropolitana le fermate sono Xiyuan e Beigongmen
Tempo minimo consigliato: mezza giornata

Il Palazzo d’Estate

Lungo le stradine del Parco ci sono venditori di ogni genere di chincaglieria, dai gioielli alle stoffe, gelati e cibo di strada. Io e Mattia ci siamo fermati da un artista che ha dipinto i nostri nomi in cinque minuti e ne ha fatto un vero capolavoro! Guardate il video di Mattia e capirete di cosa sto parlando.

Tra gli alberi, le rocce e i cespugli, sono riuscita anche a perdere il cellulare. Le mie tasche a quanto pare non lo tollerano, visto che anche in Thailandia mi era caduto sul furgoncino che ci aveva riportati in ostello dopo la giornata al Doi Inthanon. Grazie al cielo, l’ho sempre recuperato!

Come avrete visto nel video, a causa del jet lag e della lunga dormita, non ho potuto dedicare al Palazzo d’Estate il tempo che avrei voluto, ma è stato comunque un pomeriggio degno di nota.

Pomeriggio che si è concluso con una cena altrettanto valida.

L’anatra alla pechinese

A nord-est di Pechino si trova il Jingzun Peking Duck, un ristorante alla mano, piuttosto economico, ma altrettanto delizioso. È un po’ distante dal Palazzo d’Estate, circa una ventina di chilometri. Andateci in base a come avete organizzato le vostre giornate a Pechino. Ad ogni modo, qui viene servita un’anatra alla pechinese davvero squisita, a 128 Yuan con tutti i contorni compresi. Ho provato anche i ravioli in questo ristorante ed erano buonissimi, quindi se non avete voglia di anatra, provate qualcos’altro. Anche se io vi consiglio caldamente di assaggiarla, ne rimarrete piacevolmente sorpresi. Ovviamente, essendo dolce, non esagerate. Io e Mattia, ignari, abbiamo mangiato anatra come se non ci fosse un domani. Usciti dal ristorante, avevamo ormai un disperato bisogno di qualcosa di salato per placare il senso di nausea! Ma solo perché ne avevamo mangiata davvero troppa, la cena in sé era spettacolare.

Mappa dalla metro al ristorante, a 20 chilometri dal palazzo d'estate

Per arrivarci, prendete la metro fino a Dongsi Shitiao e proseguite a piedi.

Fammi sapere cosa ne pensi qui ;)