Il Rifugio Benigni a 2222m (BG)

tramonto dietro la vetta di una montagna innevata al rifugio benigni

Dopo mesi di lockdown nazionale, ho sentito la necessità di alleviare la tensione e la paura rifugiandomi tra le montagne.
La mia prima volta al rifugio Tita Secchi al Lago della Vacca era stata un’esperienza bellissima e così ho deciso di passare un altro weekend fuori porta con Mattia e due nostri amici. Questa volta la nostra meta sarebbe stata il rifugio Benigni nel parco delle Orobie Bergamasche, a 2222m sul livello del mare.

Purtroppo la maggior parte delle foto di questo trekking sono andate perse.
Quelle che troverete in questo articolo sono state scattate con il drone e con la Sony 𝛼7sII di Mattia.

Come arrivare al rifugio Benigni

I sentieri che conducono al rifugio Benigni sono tre, di diversa durata e diverso livello di difficoltà. Noi, dal canto nostro, abbiamo scelto di partire da Cusio in località Sciocc e seguire il sentiero 108 per un totale di 2h00 di percorso e 700m di dislivello.
Nonostante il sito dei Rifugi di Lombardia lo indichi come sentiero per escursionisti esperti, vi assicuro che è alla portata di tutti – ma davvero tutti!

NB: la strada che arriva alla località baita Sciocc ad un certo punto diventa a pagamento. Sul lato destro della strada, poco prima di giungere a destinazione, troverete una macchina distributrice dove acquistare il ticket giornaliero al costo di 2€. Se passate la notte al rifugio, ricordatevi di acquistare DUE ticket, uno anche per il giorno di rientro, per un totale di 4€. La macchinetta accetta solo monete e non dà resto, quindi premunitevi di tutti gli spiccioli che trovate in borsa o in giro per casa.😆

L’inizio del sentiero

La via è segnata da una scalinata nella natura. “Un po’ insolito”, ricordo di aver pensato. Dopo un po’ le scale, mai faticose, hanno lasciato il posto ad un percorso pianeggiante e ben presto il paesaggio si è aperto, mostrando un luogo incantevole. La splendida giornata di sole ha fatto ovviamente la sua parte in quel piccolo posto magico.

Tutta fiera col mio mega zaino sulle spalle e i miei scarponcini nuovi, ho percorso senza troppe difficoltà tutto il percorso.
Poi però è arrivato lui. Il temutissimo canalino. Quando l’ho visto ho pensato di accasciarmi a terra e lasciarmi morire lì, però non sarebbe stata una scelta abbastanza saggia.😂 Vedevamo gente che saliva e scendeva da un ammasso di rocce percorso da un piccolo torrente d’acqua, ripido e all’apparenza molto scivoloso. Una signora sulla cinquantina, probabilmente divertita dalle nostre espressioni e dalle facce pallide, ha pensato che fosse necessario tranquillizzarci.
“Ragazzi, dopo il canalino mancano solo 20 minuti al rifugio Benigni! E se ce l’ho fatta io..”

Un po’ sollevati dalle sue parole e un po’ imbarazzati per la figura da mezza calzetta che avevamo appena fatto, abbiamo riso e scherzato per un po’ e poi ci siamo diretti verso il canalino. Onestamente, guardandolo da lontano sembrava mooolto peggio di quanto in realtà non fosse. Una volta giunti alla base, abbiamo capito che l’avremmo risalito tutto in dieci minuti.

Il percorso è scrupolosamente segnato, quindi è sufficiente seguirlo e restare concentrati affinché il tutto risulti abbastanza semplice e fattibile. Una volta in cima, la soddisfazione è immensa. Il rifugio ancora non si vedeva e dopo qualche minuto per ricaricare le energie, abbiamo ripreso il cammino. Il sentiero sale, sale, sale tra magnifici stambecchi e le urla delle marmotte ed eccolo finalmente: il nostro rifugio Benigni.

Il rifugio Benigni: finalmente.

Un miraggio, una visione. Il paesaggio circostante è di una bellezza da togliere il fiato e l’accoglienza al rifugio è stata meravigliosa.
La camera è un’unica camerata con circa 10/12 posti letto, mansardata e con l’uscita privata sull’esterno. Il bagno si trova solo la prima rampa di scale e non è possibile gettare la carta igienica nel wc, ma nel cestino di fronte. È possibile fare la doccia, ma solo se avete il fegato di farla gelata!🥶 Abbiamo lasciato giù gli zaini e prima di cena ci siamo dedicati a qualche scatto qui e là con la mia piccola Sony e il fantastico drone Mavic Mini.

Per cena c’era diversa possibilità di scelta, ma tutti abbiamo optato per la pasta al ragù di cervo che era davvero molto buona! Per secondo, un piatto unico con carne, polenta, formaggio e fagiolini verdi. E l’ammazzacaffè? Grappa al mirtillo, claro! 🥃🥳

Un po’ alticci, abbiamo giocato a carte e fatto amicizia con Beatrice, la simpatica cagnolina del rifugio che girava indisturbata e felice nella natura. Più tardi poi, lo spettacolo del cielo stellato era incredibile, anche l’inquinamento luminoso delle città per me è sempre troppo invadente.

Dopo una notte un po’ turbolenta per me, ma non per gli altri – non riuscivo minimamente a prendere sonno, avevo i piedi ghiacciati e non c’era verso di scaldarli – al mattino ci aspettava una fin troppo abbondante colazione. Biscotti, fette biscottate, burro, marmellate, the, caffè, latte, cioccolata… la tavola era imbandita con ogni ben di Dio! Una volta ricaricate le energie con tutti quei carboidrati e grassi, abbiamo deciso di fare un giro fino alla croce che svettava a “pochi” passi dal rifugio Benigni, sulla cima Piazzotti. Una bellezza sconfinata ci aspettava al di là di quella cima.

Prezzi del rifugio Benigni

Con un po’ di malinconia, ci avviamo verso la via del ritorno. Scendere il canalino si è rivelato molto più complicato che risalirlo..😅😂
Ma veniamo al sodo di questo paragrafo: quanto costa la mezza pensione al rifugio Benigni? Solamente €45,00 per un’accoglienza calorosa, una bella camera spaziosa e del cibo caldo e molto buono. Oltre che per la vista da paura, ovviamente.

Mi raccomando, chiamate prima per chiedere la disponibilità ed eventualmente prenotare: il rifugio Benigni è molto frequentato.


Se vi piace questo genere di articoli e se ancora non l’avete fatto, date un’occhiata al mio pezzo sul Rifugio Tita Secchi 😉

Fammi sapere cosa ne pensi qui ;)