Rifugio Tita Secchi, Lago della Vacca – 2367m

Ciao travellers, finalmente dopo aver concluso la serie sulle ricette vegane, sono tornata con nuove informazioni e nuovi viaggetti. Viaggetti si fa per dire perché sto passando per lo più i weekend in montagna con Mattia e uno di questi è stato davvero molto, molto speciale: per la prima volta nella mia vita ho dormito in un rifugio! Un’emozione incredibile, ero su di giri come una bambina a Gardaland. Come meta abbiamo scelto il lago della Vacca, un lago naturale trasformato in bacino artificiale nei primi anni del Novecento.

Ed è stato ancora più speciale perché, dopo la riapertura post-Covid, io e Mattia eravamo gli unici due ospiti del rifugio. Un weekend interamente dedicato a noi, senza internet, che ci ha regalato una pioggia scrosciante nella notte e un bel sole totalmente inaspettato il giorno dopo.

Lago di montagna, uomo inginocchiato che scatta foto tra le rocce e la neve

Il sentiero

Una volta lasciata la macchina a Breno (BS), località Malga Cadino, ci avviamo sul sentiero che porta al lago della Vacca.
Il cartello indica 2h20, ma vi dirò: la prima metà del sentiero è molto semplice e la salita è dolce, mentre la seconda metà è un po’ più ripida e rocciosa. Tuttavia, non è affatto complicato tant’è che noi, senza fermarci troppo, abbiamo impiegato solamente 1h50 (sì, abbiamo avviato il cronometro😂). Il percorso è molto ben tracciato e il passo della Vacca è visibile anche dal parcheggio praticamente.
Affrontiamo con estrema nonchalance la prima parte del percorso, anche se lo zaino un po’ più pesante del solito – per via dei vestiti pesanti e dell’asciugamano – si fa sentire fin da subito. Al primo bivio, una strada sale e l’altra scende.. sono tentata di prendere la seconda, ma Mattia insiste dicendo che nessun Passo si raggiunge in discesa 🤷🏻‍♀️ Bah!

Arriviamo finalmente al secondo parcheggio che senza un fuoristrada non si può raggiungere in macchina.. furbi, ho visto i vostri occhi brillare per un nanosecondo anche da qui! Questo parcheggio segna, più o meno, l’inizio della seconda metà del percorso, quella un po’ più tosta. Ma è anche qui che si iniziano a scorgere le prime marmotte fra i massi!

Il passo della Vacca è sempre più vicino e delineato, le salite un po’ ripide si alternano a tratti molto brevi più pianeggianti, ma si ha il tempo di tirare qualche respiro di sollievo. Ripeto, questo per quanto riguarda la mia esperienza perché sono salita spedita senza pause, ma se la si prende con calma è tutto mooolto easy 🙏🏻

Gli ultimi tornanti ed eccola, la Vacca di pietra! Da qui mancano solo 20 minuti per arrivare al lago e al rifugio. La strada inizia lentamente ad appianarsi e a scendere, in alcuni tratti, e finalmente siamo arrivati. Il lago è quasi vuoto purtroppo, perché se i guardiani della diga non ci sono, il lago non può rimanere pieno. Solitamente questi salgono nel mese di marzo per chiudere la diga, ma quest’anno hanno dovuto rimandare. Verso agosto sicuramente sarà ancora più bello!

Il rifugio

Sono circa le 19.00 quando arriviamo al rifugio e veniamo accolti calorosamente, seppur con mascherina, igienizzante e un foglio da compilare con i nostri dati. Per cena abbiamo scelto un bel risotto per entrambi e due secondi, uno stracotto di manzo con polenta e formaggio fuso, sempre con polenta, in modo da dividerli e assaggiarli tutti e due.

Il bagno, proprio accanto alla camera, offre solo acqua fredda, anche se in teoria è disponibile la doccia calda nel seminterrato dalle 15:00 alle 18:00.

La cena, neanche a dirlo, era buonissima e abbondante e l’ho conclusa con un bella crostata! Dopo cena, siamo usciti per scattare qualche foto e far volare un po’ il drone. Al di là delle montagne, c’era un tramonto da far venire la pelle d’oca: il cielo era letteralmente infuocato tra le nuvole. Non credo di aver mai visto niente di così bello, anche se solo attraverso il nostro piccolo drone.

Una partita a carte accompagnata da una cioccolata calda e poi a letto. Al mattino presto ci ha svegliati la pioggia incessante e, prima di chiudere di nuovo gli occhi, ricordo di aver pensato “Ci sarà da ridere a scendere!”.

La sveglia ha suonato alle 8.00 e fuori dalla finestra, niente più pioggia.
Dopo una bella lavata di faccia con acqua non fredda, bensì ghiacciata, siamo scesi a far colazione.
The, caffellatte, fette biscottate, burro e marmellata.. una colazione da campioni, insomma! Qualche giro ancora all’esterno a scattare fotografie e poi di nuovo giù tra marmotte, caproni e vipere. Ci siamo presi il nostro tempo per scattare, riprendere gli animali e la natura immensa.

Ma in soldoni, quanto costa dormire al rifugio Tita Secchi?

La mezza pensione costa 45€ a persona e include quindi cena, pernottamento e prima colazione: un prezzo onestissimo, considerando il servizio e il contesto in cui si trova il rifugio, abbarbicato sulle rocce, a ridosso del lago e della diga.

Se non avete il sacco a pelo o il lenzuolo, necessario ora per le normative anti Covid, è possibile acquistarne uno monouso al prezzo di € 3,00 direttamente al rifugio.

E ragazzi, se vi interessano queste piccole avventure, scegliete su 👉🏻 questo sito 👈🏻 il rifugio che preferite tra tutti quelli della Lombardia!

Fammi sapere cosa ne pensi qui ;)