Tiger Cave Temple – 1237 gradini alla vetta

Krabi – Thailandia

C’è un tempio nel sud della Thailandia, a Krabi, che vi farà pensare “Ma chi me l’ha fatto fare?”. Dico davvero, ma non dovrete mai rinunciarvi. Si tratta del Tiger Cave Temple (Wat Tham Suea) che, a dir la verità, è un insieme di templi buddhisti, ma quello che vi lascerà senza fiato sarà la scalinata per arrivare in cima alla collina.

1237 scalini.  1  2  3  7 . Milleduecentotrentasette. Alcuni di essi sono alti più di 40 centimetri, quindi diciamo che si può definire più una scalata che una salita.

Se siete abbastanza temerari da affrontare una giornata sotto il sole cocente e fare un po’ di step, vi lascio qualche consiglio. Io e Mattia siamo partiti da Krabi, quindi ci trovavamo piuttosto vicini a questo luogo di interesse. Dal centro città siamo saliti su un songthaew, un pick-up modificato per il trasporto di molti passeggeri e utilizzato come autobus, per cui abbiamo pagato davvero poco (50 baht). Questi songthaew sono presenti a qualsiasi ora del giorno, quindi non farete fatica a trovarne uno, sia che vogliate andare al tempio o alla spiaggia di Ao Nang.

In meno di un quarto d’ora siamo arrivati al tempio e ci siamo subito diretti alla base della collina per iniziare la nostra stairway. Credevamo che saremmo stati ripagati dalla vista che avremmo trovato solo una volta raggiunta la cima, ma non è stato così. La spettacolarità di quel posto non si è fatta attendere.

Dopo i primi gradini, un paio di piccole scimmiette hanno fatto capolino tra gli alberi. Ancora un gradino o due, ed eccone altre sul corrimano, poi due su un gradino a spulciarsi, un’altra stravaccata letteralmente a penzoloni dallo scalino a prendere il sole, che ci guardava a testa in giù e non ci faceva passare. Ci siamo innamorati di questo luogo! Così abbiamo fotografato per un bel po’ le scimmie nelle posizioni più divertenti e imbarazzanti e abbiamo proseguito la salita.

Ad ogni passo, era un bagno di sudore. Faceva veramente caldo, ragazzi, quindi armatevi di abiti leggeri o di un costume, di scarpe mooolto comode e di acqua. Arrivare in cima non è stata una passeggiata. Il bello comunque era che, ad ogni rampa, un palo portava dipinto il numero di gradini già scalati.

900. 1000. 1100. 1237 ed eccola, la terrazza panoramica con la statua del Buddha gigante. Una volta tolte le scarpe, poiché è terreno sacro, abbiamo potuto esplorare. Dai parapetti, la vista era mozzafiato. Chilometri di verde, di paesi e di colline, cielo terso e vento dolce. Sembrava di stare in paradiso, e non solo perché dopo 1237 scalini ci sentivamo più di là che di qua.

Una volta tornati al livello zero, abbiamo notato una bancarella che vendeva bananine da dare alle scimmie. Infatti, dietro a uno dei templi, si nascondevano almeno una ventina di scimmie e qualche visitatore stava già cercando di avvicinarle brandendo una banana. Una di loro, con appeso al collo un cucciolo, si è avvicinata a me, proprio mentre bevevo un succo, e ricordo di aver pensato “Oh Dio, che carine!”.

Non avevo neanche finito di formulare il pensiero che questa si è arrampicata sulla mia gamba, mi ha rubato il succo di mano ed è schizzata via. Sono scoppiata a ridere e Mattia si malediceva per non aver filmato la scena, mentre con una mano cercava nello zaino la sua Sony e con l’altra tentava di rifilarmi una banana per attirare la scimmia, nella speranza di un replay.

Questa è stata una delle giornate più stancanti ed appaganti al tempo stesso. Il Tiger Cave Temple merita almeno una visita, per passare una giornata in mezzo alla natura e agli  animali ed entrare in contatto con la parte più recondita della nostra essenza: quella che desidera essere libera e selvaggia.

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