VENEZIA in un weekend

Buongiorno travellers squattrinati! Se siete approdati su questo articolo è perché anche voi, come me, volete ricominciare a viaggiare, ma senza essere spennati. Siete nel posto giusto ragazzi, perché quando si tratta di risparmiare, Diario di una backpacker sa sempre come aiutarvi. Innanzitutto, partiamo dal fatto che mai avrei pensato di poter spendere così poco in una città italiana, specie trattandosi di Venezia.

È davvero possibile spendere solamente 100 €? Ebbene sì! Se non fate l’errore di prendere un alloggio su un’isola, potete risparmiarvi il biglietto di due giorni per i vaporetti alla modica cifra di € 30,00!

Venezia è bellissima e magica. Visitarla camminando tra i vicoletti del centro offre la possibilità di non perdersi davvero nulla e anche la stazione è facilmente raggiungibile a piedi. Cercate un alloggio, hotel o ostello che sia, in centro o comunque in un punto da cui potrete spostarvi a piedi. Anche se un giro o due in vaporetto ve li consiglio in ogni caso.

SPOSTAMENTI

Per raggiungere Venezia, abitando nel nord d’Italia, ho preso un treno diretto da Brescia: 2h20 e solamente 30€ (andata e ritorno!).
Salire sul treno di questi tempi è stata un’esperienza unica e strana, con i cartelli appesi ai sedili che dicevano “Non sederti qui” e l’igienizzante fuori dai bagni. In effetti, penso che i regionali italiani non siano mai stati più puliti 😂
Il treno sferragliava veloce sui binari ed io sentivo l’emozione crescere dentro di me.. Ero stata a Venezia solo una volta in vita mia, quando avevo quindici anni. Si trattava di una gita scolastica fatta in giornata e ovviamente avevamo trovato brutto tempo e molti dei posti che volevamo visitare erano chiusi, non ricordo il motivo. Nonostante tutto, mi era piaciuta! Quindi immaginarmela così, bella sotto il sole di luglio, ha amplificato le mie emozioni.

Nel momento in cui abbiamo iniziato ad attraversare il ponte che collega la terra ferma alla città lagunare, che brividi, ragazzi!
Spero riusciate ad immaginare anche solo in parte quanto fossi dannatamente felice, perché altrimenti non capireste l’emozione che ho provato una volta uscita dalla stazione.

L’ostello: il Generator Hostel di Venezia

Di fronte alla stazione di Santa Lucia si trova la biglietteria per il vaporetto, il mezzo più utilizzato per spostarsi in città, ovviamente 🤣
Chiedendo un biglietto di andata per la fermata Zitelle, la più vicina al nostro ostello, pensando poi di raggiungere il centro a piedi. La donna dietro al vetro ci avverte che quella fermata si trova su un’altra isola e ci dice “Immagino che vogliate anche tornare indietro”. Quindi ecco spiegato perché ho dovuto pagare trenta euro per un biglietto valido 48h che non era affatto previsto. Me le cerco col lanternino, insomma! Alla fine però quel biglietto si è rivelato utile e conveniente, specie nel momento in cui ho deciso di andare a Murano.

Mappa di Venezia

Prendo, anzi prendiamo, insieme a Mattia e a mia sorella Chiara, il nostro primo vaporetto del weekend ed è subito amore a prima vista. La barca sfreccia sull’acqua, regalando la vista della scia che lascia dietro di sé e la sensazione del vento fra i capelli. Attraversiamo il canale e arriviamo fino alla nostra fermata, sono circa le dieci del mattino. La riva, se così vogliamo chiamarla, è incantevole e il nostro ostello, il Generator Hostel, si affaccia proprio sul mare. Dategli un’occhiata e se vi piace e decidete di prenotare, cliccando 👉🏻 QUI 👈🏻 avrete un bonus di 15€ sulla vostra prenotazione 😉

menù di un ostello a Venezia, bohémien, con lampadari e luci calde

La laguna di Venezia

Abbiamo lasciato tutto il superfluo in un locker dell’ostello, anche se a pagamento, perché la camera non era pronta e ci siamo diretti subito verso Piazza San Marco.
Ammetto che, nonostante la situazione in cui imperversano l’Italia e l’intero pianeta, avere la possibilità di ammirare Venezia senza turisti (o comunque molto molto pochi) è stato surreale e ne sono grata. La piazza è immensa e spettacolare, mi sono resa realmente conto della sua grandezza, senza l’assembramento di turisti che sgomitano solo per camminare in linea retta.

Ci siamo goduti una Venezia che era quasi tutta per noi, e l’ho adorato. Abbiamo camminato davvero tantissimo per non perderci nulla e ammirare tranquillamente tutti i ponti, i vicoli, le case e i negozi che mantengono le insegne di un tempo, per evitare che la magia di una città senza età venga spezzata.

A forza di scattare fotografie con la mia fedele Sony Alpha 5100 (vecchiotta, ma sempre sul pezzo), era arrivata l’ora di pranzo e così abbiamo cercato un supermercato girando per le vie del centro, senza successo. Google Maps alla mano e ne abbiamo scovato uno, o almeno sulle mappe. Solamente al terzo giro in tondo l’abbiamo trovato e finalmente abbiamo potuto prendere dei tramezzini e sederci in riva ad un canale, alla destra di un ponticello, per mangiare, abbracciati dal calore di Venezia e accompagnati dalle gondole che sfilavano davanti ai nostri occhi.

Abbiamo passato il pomeriggio passeggiando e attraversando i ponti più famosi, tra cui il Ponte della Costituzione costruito in vetro e acciaio e il bellissimo ponte di Rialto. Ero felice, come una bambina il giorno di Natale! Tanti, ma davvero tanti scorci meravigliosi, ognuno con la sua storia da raccontare, in posa per farsi immortalare.

Per cena, niente di pretenzioso, ma comunque buono. Abbiamo scelto un piccolo ristorantino alla mano, il Very Good in una zona piuttosto tranquilla vicino all’università Ca’ Foscari, in riva al canale. Aperitivo, pizza, crudo e melone, anche se la specialità sono i bigoi e gli gnocchi. C’è davvero di tutto e tutto sommato buono, a prezzi abbastanza contenuti. Anche il pirlo (a Brescia guai a chiamarlo spritz)!

Piazza San Marco

Per la sera ci siamo riservati il meglio: la vista del tramonto su tutta la laguna dal campanile di San Marco. Una gioia per gli occhi e l’anima! Se ne avete la possibilità, cercate di andare al tramonto: ne vale totalmente la pena e il biglietto costa solo € 10,00.
Cielo e mare si fondono, la linea dell’orizzonte passa dall’arancione al rosa e al blu, è una vera esplosione di colori!

Tramonto su Venezia dal campanile di San Marco con il cielo rosa e arancione

Attenzione però alle campane, perché se ne fregano se c’è qualcuno proprio lì accanto, loro suoneranno lo stesso 😅
Una volta scesi dal campanile, ad accoglierci una luna piena MAESTOSA. Ragazzi, sembrava di essere in un film, dove tutto va per il verso giusto e niente potrà rovinare quel momento. Quando poi si è finalmente fatto buio, la sua luce riflessa sull’acqua era stupefacente.

Con un po’ di malinconia, siamo tornati in ostello perché si stava facendo tardi e alcuni vaporetti già avevano smesso di circolare. Non avevamo certo intenzione di farcela a nuoto! Così, una volta arrivati, ci hanno offerto da bere per il compleanno di Mattia, perché avrebbe compiuto gli anni il giorno seguente.

Qualche disavventura non manca mai..

Abbiamo conosciuto gente pazza che era in camera con noi, due ragazzi ubriachissimi, che al mattino si sono rivelati tutt’altro che simpatici, lasciando suonare la sveglia dalle 6.00 alle 8.30. Si sono svegliati solo alle nove, mentre noi eravamo in piedi e anche piuttosto inca**ati a preparare le nostre cose. In quel momento il biondo Tyler ha anche avuto il coraggio di chiedermi con aria seccata “Oh f**k! Weren’t you about to leave??”… Sul serio? Me lo stai chiedendo davvero?
Quando gli ho risposto “Let’s talk about your alarm” si è semplicemente girato dall’altra parte senza rispondermi.
Ringrazia di avere ancora un cellulare, Tyler. La finestra mi è sembrata molto invitante per tutta la mattina.

Per fortuna, non ci siamo lasciati rovinare l’umore da quei teenager che erano interessati solo all’alcol e siamo partiti alla volta di Murano.

Murano

Il vaporetto, dal nostro ostello, ci ha messo circa quaranta minuti e quando siamo arrivati, siamo rimasti incantati dalla bellezza di Murano. Siamo entrati in un piccolo laboratorio del vetro e abbiamo assistito gratuitamente al lavoro di un maestro mentre realizzava piccoli ciondoli a forma di animaletti colorati. Ci ha spiegato come funziona la lavorazione del vetro, cosa si può realizzare e la storia del vetro di Murano. Dapprima infatti le fornaci si trovavano a Venezia! Solo successivamente sono state trasferite sull’isola di Murano.

Abbiamo poi visitato il Museo del vetro, gratuito e davvero molto interessante, con mille oggetti in mostra tra cui il lampadario a ganci, un autentico capolavoro!

ragazza con bicchiere in mano che sorride

Una volta usciti dal museo, avevamo caldo e sete, ma non fame, nonostante fosse quasi passata l’ora di pranzo, così abbiamo trovato un posticino davvero carino dove poter bere qualcosa di fresco.
La trattoria Ai Piantaleoni era perfetta, ci hanno dato un tavolino proprio nell’angolo della terrazza a ridosso del canale, all’ombra e col ventilatore abbastanza vicino. Noi solitamente non siamo tipi da aperitivo, quando siamo a casa non usciamo mai per farlo, eppure a Venezia abbiamo davvero dato il meglio di noi! Il secondo aperitivo del weekend è stato proprio qui, il più bello in assoluto!

Aperitivo sul canale di Murano, Venezia

Di ritorno a Venezia..

Dopo aver fatto ritorno a Venezia, abbiamo passeggiato ancora un po’ per il centro, e giuro che non stanca mai.
Avevamo il treno intorno alle 19h00 e così, a una certa, siamo tornati in ostello a prendere i bagagli che avevamo rimesso nei locker dopo il check-out e ci siamo diretti verso la stazione. Avendo ancora un po’ di tempo a disposizione, abbiamo deciso di pranzare/cenare (visto che il pranzo l’avevamo saltato) al Burger King lì vicino, che come dicevo all’inizio parlando dei negozi e delle catene, non ha la classica insegna luminosa a cui siamo ormai abituati. Tutto per adattarsi allo stile di Venezia e non risultare volgare in una città tanto antica ed elegante.


Una volta a casa, già sognavo il momento in cui avrei rimesso piede a Venezia. Ma per ora so che non sarà possibile, perché i soldi vanno risparmiati e il prossimo grande viaggio è già dietro l’angolo…

— Cristina

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