Kyoto e altre città: verso il Sud del Giappone

Tokyo è meravigliosa. Nessuno può negarlo. 
Ma come ben saprete, oramai, ho un debole per le piccole città. Intime, accoglienti e incredibilmente affascinanti, con le loro tradizioni così radicate e i sorrisi di chi può permettersi il lusso di prendere la vita con un po’ più di calma. Così in questo articolo vi porterò alla scoperta di Kamakura, Yokohama e poi Kyoto, che anche se non è piccola ha saputo trasmettermi un calore incredibile.

KAMAKURA

È giunto il momento di presentarvi Kamakura, l’angolo di paradiso che ho dovuto per forza fare mio e custodire gelosamente nel cuore, perché era semplicemente troppo: troppo suggestiva, troppo antica, troppo artistica.

Kamakura è situata circa 50 km a sud di Tokyo ed è facilmente raggiungibile in treno. La corsa dura un’ora ed è inclusa nel Japan Rail (JR) Pass. Se non sapete ancora di cosa si tratta, ne parlo nel dettaglio nell’articolo che ho linkato. La magia e l’originalità di questo luogo riesce a farsi sentire già dai primi istanti in cui arrivo a destinazione. Le piccole vie in salita, l’aria di mare, le case e i negozi in legno conferiscono alla cittadina un’aura di pace e serenità, quella calda accoglienza che solo i luoghi antichi riescono a dare.

Il sole è alto nel cielo e finalmente posso girare in canottiera. Lungo il tragitto per raggiungere il primo tempio, io e Mattia ci fermiamo spesso ad ammirare tutto ciò che ci lascia a bocca aperta. Assaggiamo dolci e cibo di strada, che comunque in Giappone riesce ad essere sempre raffinato. Salutiamo le geishe con un sorriso -ovviamente non si tratta di geishe vere e proprie, ma di rappresentazioni per richiamare i tempi antichi e le tradizioni. Tra il mio senso dell’orientamento totalmente sballato e quello di Mattia che invece non perde mai un colpo, siamo giunti al primo tempio, Hasedera, il mio preferito.

Torii all’ingresso della grotta dedicata alla dea del mare Benzaiten

Emozioni come un fiume in piena. Questo tempio sorge su di una collina, ma prima di raggiungerlo bisogna ammirare il laghetto all’ingresso e la grotta dedicata alla dea Benzaiten.

Scalinate, giardini e ponti, sole e tanto camminare.

I templi, così numerosi che è difficile nominarli tutti, si visitano in una giornata. I paesaggi che ho incontrato lungo il tragitto sono così diversi da quello cui siamo abituati eppure così simili a ciò che avremmo sempre voluto vedere.

Le persone qui sono gentili, disponibili ad aiutarti con ogni mezzo possibile anche se non si comprende quel che ci si dice. Lingue troppo diverse e nemmeno una parola di inglese, eppure tra questi templi una dolce signora si è fermata per consigliarci alcuni posti e per spiegarci come arrivare, il tutto tra forti risate, mani che gesticolavano all’impazzata e parole incomprensibili di giapponese.

Sapevo che a Kamakura c’era il Grande Buddha, la seconda statua più grande di tutto il Giappone, ospitata all’interno del tempio Kōtoku-in. Tuttavia, questa non è una statua qualunque: infatti non solo è ammirabile dall’esterno, come qualsiasi altra statua, ma anche il suo interno è visitabile per soli 20¥!
Indovinate un po’… quando sono andata io, la stavano restaurando e non si poteva entrare. Non dico altro. Se potete però, fateci un salto ed entrate: dev’essere un’esperienza interessante!

YOKOHAMA

Quando scrivo dei miei viaggi, dico sempre „questo è stupendo”, „quest’altro è meraviglioso” e via dicendo, e probabilmente qualcuno penserà che non è possibile che tutto sia stupendo o meraviglioso, deve pur esserci qualcosa di meglio. Sì, ovviamente, magari a primo impatto se qualcuno mi chiedesse „il tuo viaggio più bello?” risponderei la Thailandia. Ma pensandoci bene, anche il Marocco è stato un viaggio indimenticabile. E anche la Cina, e l’India.. ma come si fa a scegliere? Semplice: non si sceglie. E volete sapere perché non riesco a preferire un viaggio ad un altro? Perché quando viaggi così, alla scoperta di un luogo per quel che è davvero -come viaggiatore e non come turista, non puoi rimanere deluso

Ci sono talmente tanti aspetti da considerare che fanno di un Paese quello che è, che è impossibile non innamorarsi di ognuno di essi. Le persone, il cibo, le tradizioni, le usanze quotidiane, i sorrisi… in quattro anni di viaggi, non mi sono mai sentita fuori luogo. Ero esattamente dove dovevo -dove volevo essere.

La Chinatown di Yokohama è rimasta impigliata dentro di me come un amo. Forse perché era la prima o forse perché così ricca di colori e profumi, non so dirvi. Anche se ora, dopo aver visto molte altre Chinatown in giro per il mondo, so che quella era forse la più fittizia, la meno autentica, ma mi ha comunque lasciato ricordi bellissimi.

Yokohama si raggiunge in meno di un’ora di treno dalla stazione JR di Tokyo. Una volta scesa dal treno, ho preso la linea Minatomirai fino a Motomachi-Chūkagai Station e dopo 400m di camminata sono finalmente arrivata davanti alla maestosa e coloratissima porta d’ingresso del quartiere.

Tra ristoranti con le specialità più bizzarre specialità cinesi, gyoza, noodles e anatra, ero totalmente sopraffatta. In quell’unico primo viaggio stavo scoprendo anche un po’ di Cina, o così pensavo. Più avanti nel tempo avrei capito che quella Chinatown non rappresentava la vera Cina, forse perché in Giappone ci si deve adeguare a regole diverse per quanto riguarda la pulizia e l’ordine. In Cina, credetemi, non è davvero così.

Tuttavia, il quartiere possiede qualcosa di magico e suggestivo che sa trasportarti in posti ancora più lontani.
Ho pranzato in uno degli innumerevoli ristoranti lungo una delle altrettante innumerevoli vie. Yokohama, infatti, è la seconda città più grande del Giappone, dopo Tokyo, e la sua Chinatown è la più estesa del Paese.

Anche qui è possibile incontrare numerosi templi, proprio accanto ai ristoranti o ai negozi di abbigliamento. Il Giappone è così, una perpetua fusione tra nuovo e antico.

KYOTO

Gli Shinkansen da Tokyo a Kyoto, inclusi nel JR Pass, sono quelli della linea Tokaido Shinkansen: Hikari e Kodama. I treni Nozomi, invece, che percorrono comunque la stessa tratta, non fanno parte del gruppo nazionale JR, di conseguenza non sono inclusi nel JR Pass. 

L’Hikari impiega poco più di 2h30 per raggiungere Kyoto, sia perché viaggia ad una velocità maggiore sia perché effettua meno fermate. Al contrario, il Kodama richiede circa 4h di viaggio per arrivare a destinazione. Essendo entrambi inclusi nel Japan Rail Pass, ha più senso prendere l’Hikari. Ricordate comunque di prenotare i posti in stazione! Non c’è nessun costo aggiuntivo, ed è altamente consigliabile farlo.

Kyoto mi ha accolta con i suoi incantevoli templi, seppur ancora oggi rimpiango di non aver trascorso in questa città almeno tre giorni di più. Ancora così inesperta, ho visitato Kyoto solo in superficie, perdendomi così tante bellezze che non avrei mai immaginato. Sicuramente tornerò in Giappone e mi rifarò, ma il pensiero di essermi lasciata sfuggire così tanti posti mi lascia con l’amaro in bocca.

Primo fra tutti, il Fushimi Inari. Sì, lo so, è da pazzi andare in Giappone e perdersi una cosa del genere.
Il Fushimi Inari, così come ho scoperto solo dopo esser tornata a casa, è il più importante santuario shintoista. Questo luogo è meta di moltissimi visitatori (eh, tranne me) attratti non solo dai meravigliosi edifici, ma soprattutto dal particolarissimo tunnel costruito con migliaia di porte torii rosse che collega il tempio con la foresta e la cima del monte Inari (233m s.l.m.). Questo scenario così suggestivo lo sogno da anni ormai, ma sono sicura che presto o tardi tornerò a Kyoto e percorrerò quella salita circondata dai torii. Il Fushimi Inari è gratuito e aperto tutto l’anno, 24h su 24, quindi dedicate una giornata a questo posto! Imparate dai miei errori.

Il tempio Kiyomizudera è un altro dei posti che purtroppo non ho visto. Famosissimo, questo tempio fa parte del Patrimonio UNESCO dal 1994 per la sua bellezza e la sua originalità.
Le strade che portano a questo tempio non sono da meno in termini di bellezza, Sannenzaka e Ninenzaka. Queste due stradine, simbolo dell’antica e originaria Kyoto, intrise di romanticismo e nostalgia per tempi ormai lontani, sono caratterizzate da alberi di ciliegio e tradizionali costruzioni in legno che ospitano ristoranti e negozietti vari. Ho visto decine di video e di fotografie e letto centinaia di racconti su questo luogo che mi vedo passeggiare tra queste vie e mi mangio le mani per non aver avuto l’accortezza di fermarmi a Kyoto un po’ di più.

Ma ora smettiamo di immaginare, e passiamo a quello che ho effettivamente avuto modo di vedere.

La Kyoto Tower è aperta tutti i giorni e il biglietto per salire costa 770 ¥ (poco più di 6€). La vista panoramica dall’osservatorio al 100esimo piano regala uno spettacolo davvero niente male sulla città.
La torre, in tutta la sua modernità, contrasta -per alcuni un po’ troppo- con ciò che la circonda. Kyoto è stata la capitale del Giappone fino al 1868 ed è stata quasi del tutto risparmiata dalla distruzione della Seconda Guerra Mondiale, di conseguenza custodisce in sé tutta la cultura e la tradizione giapponese dei tempi antichi, tanto da essere stata inserita nei siti protetti dell’UNESCO. Proprio per questo motivo parlo di contrasto, di disarmonia, perché in mezzo a tetti di legno e templi sorge lei, con tutti i suoi 131 metri di altezza.

E parlando di templi, quel giorno molti erano chiusi per restauro, ma Kyoto ne conta più di 1600 tra buddhisti e shintoisti, quindi non c’era pericolo di non riuscire a vederne almeno uno.

In ognuno di essi, la spiritualità all’interno è tangibile, ti avvolge come un’aura e si insinua nelle vene, riempiendoti l’anima. E non importa a cosa crediate o se invece preferiate non credere a nulla, vi assicuro che è impossibile non sentirla.
Le passeggiate sulle verande e nei giardini chiaramente in stile giapponese lasciano un senso di pace assoluta.

COSTO DI UN VIAGGIO IN GIAPPONE

Detto fuori dai denti, io ho speso meno di 1500€ tutto compreso (volo, JR Pass, hotel, cibo, visite, metro, shopping, souvenir, ecc.) per dieci giorni di viaggio. Non è poco, ma non mi sono fatta mancare davvero nulla. Ora come ora, con la mentalità che ho maturato, sicuramente spenderei come minimo 500€ di meno.

Per concludere…

Il Giappone è stato il mio primo viaggio veramente lontano da casa. È passato tanto tempo e ammetto di non ricordare ogni particolare, ma ricordo con esattezza le emozioni che mi ha lasciato e che ancora oggi è capace di suscitarmi al solo pensiero. Per la prima volta mi sono sentita così piccola in mezzo a quel mondo nuovo e allo stesso tempo così grande per aver trovato il coraggio di partire.

Non fatevi bloccare dalle paure, che siano le vostre o quelle degli altri: fate quello che sentite di dover fare.

Fammi sapere cosa ne pensi qui ;)